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Deficit di attenzione e iperattività (ADD o ADHD)

Tuo figlio si distrae facilmente? È disattento? E’ impaziente?

Si sente annoiato? Ha difficoltà a controllarsi e sembra continuamente irrequieto? Non riesce a stare seduto e a portare avanti un compito tranquillamente?

 

Se queste manifestazioni comportamentali sembrano essere difficilmente gestibili, se sono presenti in diversi contesti e creano significativi problemi nella vita quotidiana potremmo essere di fronte alla sintomatologia tipica del disturbo da deficit dell’attenzione, con o senza iperattività-impulsività (ADHD).

Può essere definito come un disturbo evolutivo dell’autocontrollo, di origine neurobiologica, che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino e ostacola lo svolgimento delle comuni attività quotidiane (Marzocchi, 2003)

I bambini che presentano questo disturbo si lasciano distrarre facilmente, hanno difficoltà a prestare attenzione ad uno stimolo e a mantenere la stessa per più tempo, hanno difficoltà a relazionarsi in modo soddisfacente con gli altri, a mantenere le proprie amicizie. Tutto ciò li porta a sperimentare sentimenti abbandonici, scarsa autostima, solitudine e senso di inadeguatezza.

Particolare attenzione deve essere data al caso in cui il disturbo si presenti senza iperattività-impulsività. Questi bambini, infatti,  pur presentando un deficit attentivo, non presentano un deficit nel controllo comportamentale. Potrebbero perciò avere grosse ripercussioni nelle attività svolte (es. studio) senza che il disturbo venga notato.

Secondo le linee guida pubblicate dalla Società italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, la terapia per questo disturbo deve combinare interventi  psicosociali, psico-educativi e psicologici specifici, indirizzati al bambino stesso, ai suoi genitori ed insegnanti, con un programma terapeutico individualizzato sulla base dei sintomi più severi e dei punti di forza di ogni singolo bambino. La terapia farmacologica dovrebbe essere integrata solo se indicata da un neuropsichiatra infantile, tenuto conto degli aspetti psicologici e sociali del bambino e della sua famiglia (SINPIA 2002, 2003).

 

In linea con queste direttive, il nostro Centro propone:

 

Una valutazione diagnostica dell’ADHD attraverso questionari, prove neuropsicologiche (che valutino la capacità di inibizione delle risposte automatiche, l’attenzione sostenuta e l’abilità di shifting, la pianificazione, l’uso flessibile delle strategie, il monitoraggio e la capacità di autocorrezione) e osservazione clinica.

 

Un intervento MULTIMODALE per il trattamento dell’ADHD che includa sia IL BAMBINO CHE I GENITORI CHE GLI INSEGNANTI. Si predispongono:

-          Interventi individualizzati neuropsicologici e psicologici specifici al bambino stesso al fine di ridurre l’iperattività motoria e migliorare l’autocontrollo.

 

-          Interventi terapeutici genitoriali che mirino a formare ed informare il genitore sulla migliore modalità di gestione delle problematiche del figlio (parent training).

 

Incontri con la scuola, durante i quali discutere con gli insegnanti circa la situazione dell’alunno allo scopo di ridurre le manifestazioni comportamentali e rendere il bambino/ragazzo sempre più autonomo nel suo percorso scolastico.

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